sabato 14 agosto 2010

76° Post - Vacanza in ValCamonica.

Un saluto a chi mi legge.

In questi giorni sono tornato dalla mia Vacanza estiva, la mèta è stata la ValCamonica, volevo vedere il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri a Capo di Ponte, e naturalmente farmi qualche buona passeggiata in quelle splendide montagne che sono le Dolomiti, cosa che naturalmente ho fatto, ma quì voglio presentare alcune foto del sito archeologico di Naquane e riportare parte dello scritto, ricavato dal Depliant a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia : www.archeologica.lombardia.beniculturali.it

Cordialità
Sopangi. 

PARCO NAZIONALE DELLE INCISIONI RUPESTRI
Località Naquane - Capo di Ponte (BS)

Roccia 50 : posta in posizione panoramica sulla Valle, di fronte all'abitato di Capo di Ponte e al massiccio della Concarena, è incisa con figure di oranti, guerrieri (alcuni di grandi dimensioni), edifici, impronte di piedi ed iscrizioni camune, a volte tra loro composte a formare scene di significato complesso.
Roccia 1: nota anche come la "Grande Roccia" per le sue notevoli dimensioni, colpisce il Visitatore per l'aspetto imponente della sua superficie solcata e modellata dal ghiacciaio e per la straordinaria ricchezza e varietà delle figure incise, circa un migliaio.
 

Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri, a Capo di Ponte (BS) in località Naquane, fu il primo parco istituito in Valle Camonica nel 1955. Si estende per oltre 14 ettari sul versante idrografico sinistro del fiume Oglio, tra i 400 e i 600 metri slm, e comprende uno dei più importanti complessi di rocce incise nell'ambito del sito del Patrimonio Mondiale UNESCO n. 94 "Arte Rupestre della Valle Camonica".
Al suo interno, in un ambiente naturale dominato da castagni, abeti, betulle e carpini, attraversato dall'antico percorso di collegamento tra Paspardo e Nadro, è possibile ammirare 104 rocce con incisioni. Su queste ampie superfici, di arenaria permiana di colore grigio-violaceo (Verrucano Lombardo), levigate e montonate dall'azione dei ghiacciai, gli antichi abitanti della Valle incisero immagini, reali e simboliche, tratte dalla loro vita quotidiana e dal loro mondo spirituale. Le incisioni erano ottenute picchiettando la superficie con un percussore litico (tecnica della martellina) o, più raramente, incidendola con uno strumento a punta (incisioni filiformi).
La cronologia delle istoriazioni presenti a Naquane va dal Neolitico (V-IV millennio a.C.) all'età del Ferro (I millennio a.C.), epoca di particolare fioritura del fenomeno, quando la Valle era abitata dai Camunni. Non mancano incisioni di età storica, romana e moderna.
Sondaggi archeologici condotti all'interno del Parco hanno portato alla luce tracce di frequentazione del tardo Neolitico-età del Rame (metà IV-III millennio a.C.) A poche centinaia di metri a Nord del Parco, su un rilievo, si estende l'importante abitato di Dos dell'Arca, fondato nel Neolitico e perdurato fino all'avanzata età del Ferro.
Studi recenti ipotizzano in località Le Sante l'esistenza, tra la fine dell'età del Ferro e per tutta la romanità (I se. a.C.,-IV sec. d.C.). di un luogo di culto all'aperto, una sorta di Brandopferplatz.

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