mercoledì 1 settembre 2010

80° Post. ero il Presente sono il Futuro.

Un saluto a chi mi legge, buona visione e buone intuizioni


Un ringraziamento all'Autore del Video.

Questo 80° Post ha un Titolo particolare, da meditare, aperto alla sensibilità di chi  vorrà "pensarlo" e che voglio far accompagnare dal Frammento n° 13 tratto dal Libro Anassagora Frammenti e Testimonianze - Editore Bompiani a cura di Giovanni Gilardoni e Giampiero Giugnoli e dalla maestria canora di Muddy Waters.

Cordialità
Sopangi 

Frammento 13

Mentre tutte le altre cose hanno parte di ogni cosa, l'Intelletto è invece cosa illimitata, autocrate e non è mescolato ad alcuna cosa, ma, solo, egli  è in sé stesso. Se non fosse in sé stesso, ma fosse mescolato ad altro, parteciperebbe di tutte le cose, se mescolato a qualcuna. In tutto si trova infatti parte di ogni cosa, come ho detto prima, e le cose mescolate lo ostacolerebbero, sì che non dominerebbe alcuna cosa, come invero, solo, essendo in sé stesso. E' infatti la più sottile e la più pura di tutte le cose, e possiede completa conoscenza di tutto ed ha potenza in grandissima misura; e quante cose hanno vita, quelle più grandi e quelle più piccole, tutte domina l'Intelletto. E la rotazione del tutt'insieme dominò l'Intelletto sì che all'inizio si ruotasse. E dapprima dal piccolo si iniziò a ruotare, poi si ruota più largamente e ancora si ruoterà più largamente; e le cose composte e quelle separate e quelle divise tutte l'Intelletto conobbe. E quali stavano per essere e quali erano che ora sono e quante ora sono e quali saranno tutte ordinò l'Intelletto e la rotazione che compiono le stelle e il sole e la luna e l'aria e l'etere, quelli che sono separati. Proprio la rotazione determinò il separarsi e si separa dal rado il denso e dal freddo il caldo e dall'oscuro il luminoso e dall'umido l'asciutto. E vi sono molte parti di molti. Completamente però nulla si separa né si divide l'una cosa dall'altra tranne che l'Intelletto. E l'Intelletto è tutto eguale: quello più grande e quello più piccolo. Nessun'altra cosa è invece uguale a nessuna, ma quelle cose, di cui in essa si trova la quantità maggiore, queste, le più manifeste, ogni cosa è ed era come uno.

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